Wikileaks pubblica le email aziendali rubate ad Hacking Team
Dopo l'attacco dello scorso 6 Luglio, finisce nel mirino di Wikileaks l'azienda italiana di software spia Hacking Team. Wikileaks pubblica così un milione di email aziendali contenenti commenti e indiscrezioni sulle più importanti tematiche di attualità sia estere che italiane..

Hacking Team, l'azienda di softwrae italiana che ha creato il software spia più utilizzato da governi e agenzie di intelligence nel mondo, è stato lo scorso 6 Luglio 2015, vittima di un attacco hacker che ha permesso di rubare quasi un milione di email aziendali in cui sono contenute informazioni su centinaia di nomi noti della politica italiana, e su vicende di attualità, come descritto nell'articolo di repubblica.it:
"Centinaia di nomi, di politici - da Matteo Renzi a Silvio Berlusconi - di istituzioni, dai servizi segreti alla polizia, dalla Guardia di finanza ai Carabinieri, ricorrono nelle mail interne della società Hacking Team, diffuse in rete da Wikileaks. Ricorre diverse volte il nome del premier - così come quello di Berlusconi e di tanti altri politici - in una serie di mail che danno conto di notizie di attualità politica, ma anche di attività delle Istituzioni giudiziarie italiane, facendo capire che ad Hacking Team arrivavano anche informazioni riservate, come ad esempio, indiscrezioni sulla sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni prima ancora che si sapesse una data reale."
Come leggiamo nell'articolo, ina particolare email il CEO della società, David Vincenzetti, fa riferimento al pericolo di una fuga di notizie e avverte il personale "Immaginate questo: una fuga di notizie a Wikileaks che mostra e spiega la nostra tecnologia a tutto il mondo. Sarete demonizzati dai nostri amici più cari, dagli attivisti di tutto il mondo e la gente normale punterà il dito contro di voi"
Il controverso sistema venduto da Hacking Team è utilizzato in tutto il mondo per risolvere indagini delle forze dell'ordine o dei servizi segreti o al servizio dei governi e proprio in alcune email viene difeso da Vincenzetti:
"E' estremamente efficace, è stato il primo sistema di sicurezza offensiva commercialmente disponibile al mondo, prima vendita 2004 alla Polizia Postale e subito dopo ai Servizi Spagnoili. In Italia lo usano tutti, ma proprio tutti. Tramite RCS hanno risolto casi spettacolari, cose da prima pagina. Capi mafia identificati e arrestati, assassini che non si trovavano da anni immediatamente localizzati, la P4 disintegrata. Il nostro strumento è usato anche dalla Gdf che indaga in casi di corruzione, corruzione politica". Quindi se il mandante è un politico italiano invischiato in chissà cosa per lui RCS è uno strumento scomodo, un fastidio, una minaccia. Qualcosa da mettere fuori gioco, da eliminare. Uccidendo l'azienda credono di essere più al sicuro? E' un ragionamento sbagliato, per diverse ragioni tecniche e non tecniche. Dico solamente che, come ha fatto Snowden, il software è stato crittograficamente distribuito in numerosi siti su Internet: non è più cancellabile e le chiavi le hanno diverse persone. Io non posso cancellare, il software è safe, ma il backup è largamente distribuito. Non dico altro. Inoltre, un'altra azienda potrebbe essere subito creata, forse all'estero"
Ma non solo queste indiscrezioni sono state rese note.
infatti nel "tesoro" rubato si leggono anche molti esempi di spionaggio informatico possibili grazia al software di hacking Team in Stati di tutto il mondo: dalla Libia al Sudan in cui il software serviva per organizzare le dinamiche dei conflitti da parte dei governi interessati, ma si parla anche di un'impiego del software da parte di organizzazioni e agenzie violente come Lo Squadrone della Morte in Bangladesh, o utilizzato per la sorveglianza di massa in Colobia, o per rinforzare le azioni di repressione dei ribelli a totalitarismi come per esempio in Bielorussia.
Sempre nell'articolo leggiamo:
"Le migliori vendite fatte dall'Hacking team sono stati fatti a governi e forze dell'ordine in questi paesi, in ordine decrescente: Messico, Italia, Marocco, Arabia Saudita, Cile, Ungheria Malesia, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Kazakistan, Sudan, Uzbekistan, Panama, Etiopia, Egitto, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Corea del Sud, Mongolia, Vietnam, Spagna, Ecuador, Oman, Svizzera Thailandia, Russia, Nigeria, Turchia, Cipro, Honduras Azerbaijan, Colombia, Polonia e Bahrain."
Oltre a tutte queste informazioni sui clienti di Hacking Team, dalle email viene rivelata anche la lista nera dei nemici della società, ovvero le organizzazioni che si oppongono alla sorveglianza di massa come Human Rights Watch e Privacy International.

















